«Sono nato a Bogotà, nel quartiere di Santa Fe, per questo motivo mi chiamo così e anche perché mia
madre, per i nomi, non aveva molta fantasia. Faceva la prostituta e guadagnava bene. Grazie al suo
lavoro non mi è mai mancato niente e durante il giorno aveva tempo da passare con me. Mio padre
non l’ho mai conosciuto, ma non mi manca. Anche se è biologicamente impossibile, mi piace pensare
che, nel mio DNA, ci siano i geni di tutti gli uomini che hanno fatto l’amore con lei.
Mi sono laureato in fisica alla “Universidad Nacional de Colombia” con una tesi sulla teoria M delle supercorde. Era un modo come un altro per cercare la verità. La matematica è un linguaggio
affascinante, con i numeri si possono dire cose, che con le lettere non ti sogni nemmeno. Dopo gli
studi ho passato tre mesi in un monastero tibetano, il piano era di restarci di più, ma faceva troppo
freddo e poi si facevano sempre le stesse cose. Così mi sono stufato e sono andato via. Ho girato il
mondo, ho incontrato gente, ho visitato paesi. Alcune persone sono interessanti, ma i posti lo sono di più, perché i luoghi modellano le persone più delle mani sulla creta. E così ho capito che per essere felici, non serve liberarsi dalle proprie paure, ma semplicemente trovare il posto giusto… quello per te. E così oggi vivo a Bora Bora dove fa caldo, la gente ride, il mare è calmo e il bar accanto a casa mia fa dei mojito veramente eccezionali.

Libri in ordine alfabetico